Vitalba

LA PIANTA: la vitalba (clematis vitalba) è una pianta arbustiva rampicante e considerata infestante. In Italia è presente su tutto il territorio, soprattutto in boschi e zone incolte, ed invade i luoghi non curati anche nelle città, ricoprendo reti e piante. Le sue liane creano grovigli inestricabili che tendono a soffocare gli alberi.

Se viene raccolta in un altro periodo dell'anno, quando ha ancora le foglie, è bene evitare di raccogliere le liane nuove, verdi e fragili, ma scegliere le liane che abbiano almeno un anno (più legnose, da cui partono i butti nuovi).
PREPARAZIONE: la vitalba presenta una parte esterna legnosa e rigida ed una parte interna più morbida e flessibile. Perché sia un materiale intrecciabile bisogna rimuovere la parte esterna. Se la liana ha un anno, questa operazione si esegue facilmente facendo leva con il dito nella parte centrale a due nodi della liana, spaccando la parte rigida e rimuovendola, e pulendo i nodi anche con l'aiuto di un coltello. Se le liane sono più vecchie, è necessario bollirle per poi poterle spelare agevolmente dalla parte esterna.
Si ottengono lunghi cordoni, da arrotolare su se stessi e mettere a seccare, in un luogo asciutto ed areato.

Dalla vitalba si possono ottenere cordoni lunghi e regolari, ottimi per gli intrecci. E' un materiale da cesteria facilmente reperibile, con il grande pregio della lunghezza e della regolarità.

Se viene raccolta in un altro periodo dell'anno, quando ha ancora le foglie, è bene evitare di raccogliere le liane nuove, verdi e fragili, ma scegliere le liane che abbiano almeno un anno (più legnose, da cui partono i butti nuovi).
PREPARAZIONE: la vitalba presenta una parte esterna legnosa e rigida ed una parte interna più morbida e flessibile. Perché sia un materiale intrecciabile bisogna rimuovere la parte esterna. Se la liana ha un anno, questa operazione si esegue facilmente facendo leva con il dito nella parte centrale a due nodi della liana, spaccando la parte rigida e rimuovendola, e pulendo i nodi anche con l'aiuto di un coltello. Se le liane sono più vecchie, è necessario bollirle per poi poterle spelare agevolmente dalla parte esterna.
Si ottengono lunghi cordoni, da arrotolare su se stessi e mettere a seccare, in un luogo asciutto ed areato.

RACCOLTA: La raccolta delle liane di vitalba può essere effettuata nel periodo invernale, quando ha perso le foglie ed il ciclo vegetativo è fermo.

Se viene raccolta in un altro periodo dell'anno, quando ha ancora le foglie, è bene evitare di raccogliere le liane nuove, verdi e fragili, ma scegliere le liane che abbiano almeno un anno (più legnose, da cui partono i butti nuovi).
PREPARAZIONE: la vitalba presenta una parte esterna legnosa e rigida ed una parte interna più morbida e flessibile. Perché sia un materiale intrecciabile bisogna rimuovere la parte esterna. Se la liana ha un anno, questa operazione si esegue facilmente facendo leva con il dito nella parte centrale a due nodi della liana, spaccando la parte rigida e rimuovendola, e pulendo i nodi anche con l'aiuto di un coltello. Se le liane sono più vecchie, è necessario bollirle per poi poterle spelare agevolmente dalla parte esterna.
Si ottengono lunghi cordoni, da arrotolare su se stessi e mettere a seccare, in un luogo asciutto ed areato.

Si può anche mettere a seccare la liana prima di ripulirla dalla parte esterna, e successivamente farla bollire e sbucciare.

UTILIZZO: le liane arrotolate e secche devono essere ammollate affinché tornino flessibili ed utilizzabili. Acqua calda o bollente accelera il processo.

Sia che si utilizzi materiale ammollato o direttamente fresco (raccolto, pulito e utilizzato subito) bisogna ricordare che, benché molto flessibile, la vitalba non permette pieghe complete a 180°. Inoltre i nodi sono i punti più delicati, da maneggiare dunque con attenzione.

NOTE: raccogliere vitalba è generalmente molto apprezzato, anche dalle piante soffocate.


IN ITALIA... l'utilizzo della vitalba non è molto comune. Si è ritrovata utilizzata nella zona romagnola, ad esempio nel cesto gavagn romagnolo, e in toscana, negli essiccatoi di fichi. testo...