Olmo

LA PIANTA: l'olmo (ulmus) è un albero che può raggiungere i 20-25 m d'altezza. In Italia è presente quasi ovunque, e cresce come arbusto spesso anche ai bordi delle strade. I rametti mostrano sulla corteccia caratteristiche striature. Spesso i rami presentano sull'esterno delle protuberanze di materiale simile al sughero: si tratta della suberosi, una malattia che affligge olmi ed aceri. L'olmo purtroppo è vittima anche della grafiosi, una grave malattia che ne sta causando una notevole decimazione negli esemplari più grandi.
L'olmo offre rami flessibili e legnosi per la creazione di cesti robusti e resistenti. I ributti che crescono in abbondanza, spesso in cespuglietti nelle vicinanze di una pianta più grande sono materiale ottimo da utilizzare per l'intreccio.

RACCOLTA: Il periodo migliore di raccolta è l'inverno, a ciclo vegetativo fermo. Vengono recisi alla base i ributti dritti e senza ramificazioni, che ributteranno l'anno successivo, oppure si recidono i rami utilizzabili da un tronco più vecchio.

L'olmo non permette intrecci molto stretti, perché piegato molto si spacca. Per riuscire a fare pieghe con l'olmo senza romperlo è necessario snervarlo, torcendo su se stessa la parte da piegare fino a sentire sotto le dita le fibre interne che si spaccano.

PREPARAZIONE: una volta tagliati i rami, si può suddividerli per dimensione e legarli in più fasci (come per il salice). Per l'essiccazione, i fasci di rami vanno lasciati in un luogo areato e non umido, possibilmente in piedi.

UTILIZZO: l'olmo è un materiale piuttosto legnoso, dunque seccandosi il suo volume si riduce in maniera minore rispetto ad altri materiali (salice, sanguinello, ...). Per questo motivo si può utilizzare bene anche da fresco o meglio "semi-secco" cioè si fa appassire per qualche giorno o 1 o 2 settimane in inverno in modo che perda un  po' d'acqua, in questo modo è anche più flessibile e perde meno volume quando il cesto è seccato completamente.

Se invece si fa seccare (fin quando è ben secco, dunque aspettando dei mesi) è necessario metterlo in ammollo prima dell'utilizzo, perché ritorni flessibile (circa una settimana, dipende dall'acqua e dallo spessore dei rami, comunque basta provarne la flessibilità per vedere se l'ammollo è già sufficiente).

L'olmo non permette intrecci molto stretti, perché piegato molto si spacca. Per riuscire a fare pieghe con l'olmo senza romperlo è necessario snervarlo, torcendo su se stessa la parte da piegare fino a sentire sotto le dita le fibre interne che si spaccano.

NOTE: l'olmo è facilmente riconoscibile in primavera, poichè sui suoi rami appaiano i semi ancor prima delle foglie i frutti. Si presentano come coriandoli verde chiaro con un seme al centro, ottimi anche da mangiare.

IN ITALIA... l'utilizzo dell'olmo si è riscontrato in centro e sud Italia, spesso abbinato alla canna comune.